26 agosto 2008

RISOLVIAMO ANCHE QUESTO?


Da tempo, seguo con interesse qualcosa che a parte, ogni tanto, occupare dello spazio tra le notizie di cronaca, sembra essere relativamente un argomento di vitale importanza meritevole di individuare una soluzione definitiva o quantomeno tesa a ridurne i danni. Il problema in questione, è la morte per strada provocata dall'abuso di alcol da parte di chi guida automobili o altri tipi di vetture.
Pensiamo alla famosa notizia data dalle cronache torinesi, giorni fa, del conducente di un tir che in contromano uccide due persone e dalle rilevazioni eseguite dopo il fatto, risultava avere nell'organismo un tasso alcolico al di sopra del livello consentito.
Pensiamo alla ragazza diciassettenne, morta l'altro ieri a Bergamo, investita da un autista, anch'esso ubriaco. Oppure, sulla strada provinciale di Fano, in direzione Acqualunga, un'auto tamponata da un ragazzo in stato di ebbrezza: un altro morto.
Si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra, che da anni ormai accompagna i notiziari e riempie i giornali di tutta la penisola, tra le promesse di trovare soluzioni e i decessi che continuano a contarsi.
C'è da domandarsi, se nell'agenda del Governo e delle varie amministrazioni, vi sia anche questa annosa problematica? Chissà se si avrà una risposta.
A parte le campagne di sensibilizzazione che ogni tanto capita di vedere in Tv, si è in grado di capire realmente come poter affrontare questo problema che ormai non è più soltanto una preoccupazione di un genitore verso il proprio figlio un pò scalmanato, oppure l'esagerazione di un moralista d'altri tempi che guarda con diffidenza alle giovani generazioni?
Io continuo a scorgere quasi quotidianamente giornali e telegiornali, e di notizie di questo tipo ce ne sono abbastanza, per rendersi conto che sarebbe ora di fare qualcosa... ma seriamente.
Oltre alle mosse demagogiche utili per calvalcare la solita e un pò scolorita retorica sicuritaria da "law and order" , tanto cara a chi spesso usa il termine "destra" per etichettarsi, ma di questo, poi, ha ben poco (retorica che poi, ancora non si è capito quanti risultati abbia prodotto), ci sono proposte concrete per fronteggiare questo che è un vero e proprio pericolo per la vita delle persone? (quindi una minaccia alla sicurezza!).
Anche qui, attendiamo una risposta, che forse mai arriverà.
Personalmente non mi ritengo a favore di alcun tipo di proibizionismo, vetusto e anacronistico (eccezion fatta per le droghe, ma è un altro discorso) che non rappresenterebbe una soluzione.
Escludendo le già citate campagne di sensibilizzazione sociale, che non mi pare abbiano avuto un gran seguito tra i giovani 'scalmanati', qualcuno ha una proposta? Non ci si affolli.
A questo punto ritengo che Gioventù Italiana, quale componente giovanile de La Destra, debba scendere in campo ed occuparsi anche di questa seria questione. E' in ballo il destino della nostra gioventù, che non sembra essere così retta da capire quanto danno stia arrecando a se stessa e non solo.
Troppo presa dai modelli imperanti che escono da Tv e media da "showbitz" (ma non gliene faccio una colpa, visto che l'uomo recepisce ciò che altri uomini lo inducono a recepire), la gioventù italiana insegue non sogni di elevazione morale e spirituale (in altri tempi si sarebbe detto anche cavalleresca), ma bassezze di ogni genere, fino a toccare il fondo venendo meno a quell'amor proprio che ogni individuo dovrebbe avere.
Rigetto con tutto me stesso ogni forma di moralismo, bigotto ed ipocrita, ma qui si tratta di altro, perché in ballo c'è la vita, che è il bene più prezioso di cui disponiamo.
Noi sognamo una gioventù sana, forte, legata ad un indissolubile rapporto olistico con la comunità di destino a cui appartiene, quale unica forma base che possa contribuire alla rinascita spirituale, etica e politica della nazione.
Com'è possibile immaginare una risorgiva di questo genere, se buona parte di questa componente, passa il proprio tempo ad imitare modelli ineducativi o a sballarsi per poi uccidere o uccidersi in un viaggio di sola andata verso il nulla?
Emiliano Romanelli
Portavoce Gioventù Italiana Torino

4 commenti:

Emanuele ha detto...

Ciao Emiliano ti ho inviato un e-mail..

giovita-to ha detto...

letto e risposto!

saluti

ladestra_venaria ha detto...

Per quanto ci riguarda facciamo in modo che al più presto il nostro movimento giovanile diventi un esempio ammirato quanto piu possibile dalla gioventù.
Per far in modo che questo accada serve l'impegno ed il sacrificio di tutti.
Vi aspettiamo!

Valerio

giovita-to ha detto...

Il nostro Movimento deve diventare l'unica alternativa proponibile alla gioventù d'Italia.
Il nostro (per lo meno il mio) desiderio è vedere risorgere una giovinezza, stretta attorno ai valori della Patria, dell'Idea sociale e nazionale, dell'amore per il vero, la giustizia, il bello in ogni sua rappresentazione.

Contro il nichilismo e le brutture della modernità decadente.

Emiliano